un pò di chiarezza

Perché fare il corso?
Non è necessario, per legge. Ma qui bisogna ricordare la prima e fondamentale regola della marineria : il “passaggio di consegne”. Andar per mare, in sicurezza, è frutto della sommatoria delle esperienze fatte da altri, prima di noi, trasmesse continuamente, a garanzia che si possa ancor di più accrescere il bagaglio culturale e pratico di ciascun “marinaio”.
Che tipo di abilitazione scegliere?
La legge prevede due tipi di abilitazioni : per la navigazione entro 12 miglia e senza limiti. In tutti e due i tipi di abilitazione ci si può limitare alla conduzione delle sole unità a motore. Il legislatore ha cercato di favorire quanti praticano la cosiddetta “nautica minore”, sotto costa, con piccole barche e per brevi periodi. Ad ogni modo il mare non distingue i vari comandanti ed il vento non colpisce solo le barche a vela. La non conoscenza delle basi di meteorologia, della stabilità, della navigazione in generale, può provocare seri problemi. Quindi il consiglio è quello di fare il corso completo, anche se poi si decide di sostenere l’esame per l’abilitazione entro le 12 miglia dalla costa. E sicuramente a vela, anche se si ha un motoscafo.

Come decidere che scuola frequentare?
In Italia le uniche strutture autorizzate a tenere i corsi per la patente nautica sono le scuole nautiche ed i Centri di istruzione nautica della Lega Navale Italiana e della federazione Italiana Vela (F.I.V.). Questo è comunque il punto centrale della questione. Più che l’organizzazione si dovrebbe scegliere in funzione dell’istruttore o, meglio, degli istruttori. Come vedremo in seguito, il programma Ministeriale ha il difetto di essere troppo “teorico” e poco “pratico”, per cui un bravissimo istruttore potrebbe essere anche una persona che ha navigato ben poco: vi porterà con successo a superare l’esame, ma avendo poche esperienze non potrà trasmetterle. L’approccio alla scelta della scuola quindi dipenderà dalla vostra volontà di imparare per voi stessi e non solo per superare l’esame.

Il programma è difficile?
Si. E’ molto impegnativo perché ampio e generico. Tenete sempre presente, comunque, che nella vostra carriera nautica, questo sarà l’unico momento in cui si affronteranno dei temi, talvolta anche noiosi, che vi serviranno per tutta la vita. Non vale la pena cercare scorciatoie che poi si ritorceranno sotto forma di “buchi” nella conoscenza della materia.

Quanto dura un corso?
Questa è la domanda. Non ha una durata definita: dipende dal tipo di impegno che ci può mettere una persona, dalle capacità personali, dell’istruttore, ecc. Quello che è certo è che non può durare pochi fine settimana. Tutte le materie del programma vanno “digerite”, non solo studiate e questo comporta una indeterminatezza nel monte ore di lezione e studio.

Imparerò ad andare in barca?
Senza questo obiettivo in testa meglio lasciar stare il corso, meglio farsi trasportare, che è comunque piacevole.
Per la trentennale esperienza nella formazione di nuovi comandanti possiamo dare dei dati non a caso. Si può imparare a condurre una barca in sicurezza in breve tempo, generalmente non inferiore a due anni, solo se ci si applica, si sfruttano tutte le occasioni per uscire a fare esperienza e si assume lo spirito umile e a mò di spugna nei confronti delle persone più preparate. Per questo motivo è meglio affidarsi a delle organizzazioni che garantiscono anche il percorso post-patente, fino al momento del primo comando.

Quante uscite pratiche devo fare?
Tante, e tutte con lo scopo di applicare quanto studiato fra i banchi di scuola. Non ci saranno più esami, solo voi e la barca, dopo la patente, per cui la teoria diventerà pratica e qualsiasi argomento trattato, dall’utilizzo del VHF, all’impiantisca, all’uso delle dotazioni, alle manovre, al controllo della documentazione, al riconoscimento dei segnali; tutto sarà solo una questione REALE, dal vivo. In sostanza ogni argomento trattato in teoria dovrà avere una collocazione anche pratica, per cui il numero di uscite dovrà essere generoso.

Qual è il costo del corso?

La forbice fra i più economici ed i più cari è notevolissima e purtroppo in ogni caso il costo non è garanzia di qualità, spesso è solo in funzione della capacità mediatica di divulgazione. Per di più le scuole nautiche sono attività commerciali, quindi con il giusto intento del profitto, mentre i Centri di istruzione nautica hanno solo da pareggiare i costi relativi all’istruttore ed alle uscite in barca. Un buon parametro, bilanciato per costi da sostenere e qualità del corso, è quello della Lega Navale Italiana, dettato dalla Presidenza Nazionale: circa 500 € per la parte teorica e 30 € al giorno per l’attività in barca.

QUALCHE CONSIDERAZIONE

Sulle motivazioni….
Generalmente ci si avvicina al corso per acquisire la patente nautica dopo un’esperienza positiva con amici. Il mondo della nautica da diporto è comunque meraviglioso, si passano giornate all’aria aperta in modo gioviale e spensierato. Niente di meglio se si ha desiderio di conoscere in modo più approfondito la materia, sia che sia l’inizio di una carriera da marinaio, sia che si voglia solamente prendere coscienza delle decisioni prese in quel momento dal Comandante. Diverso è se l’approccio è del tipo “quest’anno faccio il corso per la patente nautica…”. Per sua stessa natura il corso è solo propedeutico all’attività futura, non fine a se stesso.

Sul programma….
E’ anacronistico, per certi aspetti, ma dà sicuramente le basi per sviluppare, anche con le nuove tecnologie, una corretta navigazione in sicurezza. L’importante è ricavare i concetti fondamentali, tutti presenti nel programma, e riuscire a trasportali e sintetizzarli nel moderno modo di navigare. Serve per questo una guida esperta e con tante miglia a poppa.

Su come iniziare….
Sarebbe ideale fare prima un corso di vela, o per lo meno qualche uscita non “estiva”. Spesso si mitizzano momenti particolarmente felici, pensando che siano la norma. Il mare può anche apparire ostile, ma sta sempre a noi trovare il meglio in ogni condizione, che si traduce nel sentire, sempre, che siamo padroni della situazione.

PER FINIRE
Le poche righe finora scritte non possono dare certo una completa visione del mestiere del marinaio. Speriamo solamente che possano servire a considerare in modo non banale quello che impropriamente è chiamato “corso per la patente nautica”. E’, a tutti gli effetti, “il” momento formativo più importante per le future navigazioni ed anche per avere quella sana percentuale di paura e venerazione per il mare. Lo si capirà quando ci si troverà indaffarati a studiare per conto proprio sulle riviste del settore, su di un Atlante o facendo ricerche in Internet, sempre e solamente su argomenti che riguardano le barche e l’acqua. Può essere una malattia, ma lo è sempre stata, fin dagli albori della specie umana.